PINO & GLI ANTICORPI

PINO & GLI ANTICORPI
A cura di
Michela Corda
Scritto il
14 luglio 2017
Condividi su:

Il lato comico della Sardegna, il duo sassarese per anni protagonista della celebre trasmissione Colorado Cafè di Italia1, continua a stupire e divertire tutta l’Italia con spettacoli teatrali, film e libri con un umorismo contagioso che rivela e illumina le loro origini.

 

Com’è iniziata la vostra avventura?

Siamo sempre stati molto amici e, come molti, abbiamo iniziato semplicemente facendo animazione nei villaggi con la classica serata di cabaret, parola che allora era già tornata in auge a Milano, dove negli stessi anni nasceva il teatro Zelig da cui poi è nata l’omonima trasmissione televisiva. In Sardegna per la verità possiamo considerarci tra i pionieri del genere, la gente all’inizio non sapeva bene cosa aspettarsi da uno spettacolo di cabaret. Abbiamo fatto una seria gavetta nei locali di Sassari, la nostra città, ma anche a Porto Torres e Olbia e all’inizio era dura perché Michele prestava il servizio militare a Cagliari per cui doveva fare la spola per partecipare agli spettacoli e dovevamo organizzare bene le date. 
Il nostro esordio in assoluto è stato proprio nella nostra città, in locale chiamato “Il Portico”, fu una serata indimenticabile: ci siamo esibiti in due ore di sketch e grandi improvvisazione, ci siamo divertiti e…ci siamo resi conto che il pubblico reagiva bene, si divertiva con noi. Abbiamo capito che avremmo potuto fare altre serate, migliorare, divertirci e divertire sempre di più.

Quando avete iniziato a pensare che la gavetta aveva dato i suoi frutti e questa sarebbe stata davvero la vostra strada nella vita?

Forse l’idea era quella fin dall’inizio, ma la svolta è arrivata intorno al “98, quando abbiamo deciso di organizzare il lavoro in modo più strutturato e farne una professione, con una sala prove più grande e la preparazione di sketch e personaggi, alcuni dei quali portiamo ancora in scena. Fu allora che fummo chiamati per la prima volta sul piccolo schermo, da una TV locale che ci ha riconosciuto subito una grande libertà di movimento. Successivamente ci siamo trasferiti a Reggio nell’Emilia e abbiamo iniziato a collaborare con Zelig, è in questo periodo che il numero del gruppo si è assestato, dopo tante collaborazioni con tanti amici, siamo rimasti in tre, noi fratelli Manca e Roberto Fara, col quale abbiano condiviso gli anni nei quali ci siamo fatti conoscere e mille esperienze, fino alla sua fuoriuscita nel 2015. Possiamo dire che l’incubazione è stata lunga, circa dieci anni, e non è stata facile, ma siamo riusciti ad approdare sulla tv nazionale. Questo ci ha dato un forte impulso: se prima eravamo considerati dei visionari, da allora abbiamo iniziato a essere conosciuti a livello artistico e riconosciuti in giro. Abbiamo ancora molto da lavorare, moltissimo, però non siamo i soli a credere in noi stessi, abbiamo una qualche credibilità anche per il pubblico e per gli operatori del settore.

Una professione difficile quell’artista comico, voi come la affrontate?

In effetti la strada non è mai lineare e uniforme, anzi, soprattutto i primi anni c’è stata una densa alternanza di cadute e rinascite, momenti di euforia e momenti in cui siamo stati tentati di mollare tutto. Siamo felici di non averlo fatto, ci piace considerare lo spettacolo come un frutteto: ci sono annate buon raccolto e anni più duri, ma bisogna continuare a curare le piante, eliminare i rami secchi e coltivare nuovi stimoli. Non c’è mai un momento in cui ci si possa fermare, un momento in cui ci si possa considerare arrivati. La base di tutta la nostra professione è la comunicazione: lo spettacolo live, come viene poi declinato per il teatro, la televisione, il cinema o il web, nasce sempre da un’idea di cui parli con altre persone, dagli impresari al regista, dallo scenografo al costumista, al tecnico delle luci e a tutti gli altri addetti ai lavori di volta in volta coinvolti. Ogni volta è un’esperienza nuova. Il secondo punto di forza di un comico è l’imprenditorialità, è come un cantautore che scrive i testi, li interpreta e li promuove come produttore di se stesso. Così Pino e gli anticorpi, non sono solo un DUO comico, ma svolgono anche un ruolo manageriale per la gestione della produzione e della distruzione.

Come interpretate il vostro ruolo di comici in un mondo in continua evoluzione come quello dello spettacolo?

Noi rispettiamo molto la tradizione della commedia dell’arte, con personaggi ben definiti, ma ovviamente li modernizziamo, creando delle figure clownesche sempre nuove, come dei canovacci intorno al quale costruiamo gli sketch in base anche alla risposta del pubblico. Il pubblico, in effetti, è un’entità astratta, un insieme disomogeneo di singoli individui, chi si trova là per caso e chi ti segue con convinzione, chi apprezza una cosa e chi un’altra etc. Ci sono molte variabili, l’arte sta nel trovare il comune denominatore, nel trovare ogni volta la sola chiave in un mazzo enorme che ti apre la porta per coinvolgerlo e divertirlo. Ci sono esibizioni più o meno riuscite, ma la vera soddisfazione è trovarsi in sintonia con la serata, come se fosse il pubblico a guidarti in un viaggio sempre diverso, allora riesci a far ridere davvero e tocchi il cielo con un dito.

Quale nuove sfide vi attendono?

Tante e speriamo di affrontarle sempre con entusiasmo e ironia, ma sul futuro non abbiamo notizie certe e…se anche le avessimo siamo troppo riservati e, forse, scaramantici per rivelarle tutte…
Potremmo confidarvi che una delle nostre ambizioni è sempre stata buttarci nel porno (ridono, NdR), ma onde evitare gossip o scoop, che potrebbero essere disattesi, ci limitiamo a dire che stiamo rinnovando il nostro spazio di lavoro e che nell’aria ci sono varie produzioni teatrali, cinematografiche, televisive e…chi lo sa?!
Decideremo presto il da farsi, per il momento continuiamo a valutare tutte le opzioni!
Scherzi a parte, se proprio dovessimo rivelarvi un sogno nel cassetto, forse sarebbe quello di poter stare sempre in Sardegna, compatibilmente con il lavoro ovviamente. È una terra meravigliosa, emana un’energia particolare, ancestrale, in Sardegna si può ancora ascoltare il silenzio, sentire la natura, vagare per spazi incontaminati anche con la mente…noi la portiamo nel cuore e anche nei nostri spettacoli.

 

 

Fondazione 1994
Membri Michele  MANCA (1975) e Stefano Manca (1972)
Motto Se quando ti alzi non vedi il sole, alza la tapparella
Oltre al teatro… In televisione: Colorado Cafè su Italia1 2005/2009 e 2011/2012

e ospiti in molte trasmissioni tra le quali il prestigioso Festival di Sanremo 2016

Al cinema: “Bianco di Babbudoiu” per la regia di Igor Biddau, 2016
In libreria: “EBBÈ – diario di un depistato” 2016

 

 

Condividi questo articolo con i tuoi amici:

Dati anagrafici

Nome e Cognome

Michele e Stefano Manca

Luogo e data di nascita

Michele 26 settembre 1975 - Stefano 29 agosto 1972

In attività da

1994

GUSTI E TEMPO LIBERO